L’attrattiva principale delle bordure di canne e tife è la funzione di rifugio che esse svolgono efficientemente gli animali delle zone umide e non solo. Le presenze faunistiche, straordinariamente ricche, rimangono di solito ben celate all’interno degli uniformi e densi canneti. Solo un’osservazione attenta può coglierne i segni: l’incessante e rapid spostamento da una pianta all’altra di piccoli passeri formi alla ricerca di semi o insetti (cannareccione, cannaiola, pendolino, migliarino di palude) oppure il movimento prudente di animali come la gallinella d’acqua e la folaga, che costeggiano le bordure di canne per tuffarsi al loro interno al minimo pericolo. La raganella si nasconde fra foglie e fusti grazie alla colorazione verde brillante e grigio-bruna; la sua presenza è segnala solo dal particolare gracidio metallico dei maschi.
Quando praticato, il taglio periodico impedisce l’evoluzione naturale di questo tipo di vegetazione. Solo nei pochi canneti maturi rimasti vivono animali sempre meno frequenti, come l’airone rosso, il tarabuso e il più piccolo tarabusino: essi “scompaiono” nel canneto maturo grazie al piumaggio mimetico e alla immobilità che assumono, se minacciati. |
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