l paesaggio delle Valli Mirandolesi ha subito profonde trasformazioni, infatti prima delle grandi bonifiche del 1865 la Pianura Padana era dominata da foreste planiziali a farnia (Quercus robur) e carpino bianco (Carpinus betulus), alternate a boschi ripariali di salici, pioppi, ontani e ad ampie zone paludose che occupavano le Valli in maniera temporanea o permanente. Dopo la costruzione di una fitta rete di canali, fossi, argini che convogliano l’acqua ai grandi fiumi, si passa ad un paesaggio agricolo, caratterizzato dalla presenza di ampi spazi, inospitali per la vita di piante ed animali, a causa del disboscamento e del prosciugamento delle aree allagate.


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Nell’ambiente delle Valli, caratterizzato dalla presenza dell’acqua, si concentrano numerose forme viventi, sia vegetali che animali, particolarmente adatte a vivere in questo habitat così mutevole.
La flora degli ambienti umidi è costituita prevalentemente da piante erbacee, idrofite/isofite, che possono vivere completamente sommerse, con le radici ancorate al fondo ed i fusti fluttuanti nella corrente, o galleggianti sul pelo dell’acqua; oppure possiamo trovare le idrofite-pleustofite che vivono in superficie, prive di ancoraggio, spostandosi a seconda dello spirare dei venti o del variare delle correnti.
Esistono poi una grande quantità di specie che vivono sulla riva dei canali o delle zone umide, dette elofite, perché hanno la parte basale generalmente immersa nell’acqua, mentre foglie e fiori emergono in superficie; possono comunque sopportare condizioni di scarsità di acqua, anche prolungate nel tempo. |
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